Il trattamento dell'epilessia

La terapia dell'epilessia consiste nel cercare di ottenere la completa libertà dalle crisi, ma senza compromettere eccessivamente la funzionalità del paziente con effetti collaterali dei farmaci. Esistono anche terapie non farmacologiche tale la stimolazione del nervo vago che possono essere utili.

La terapia farmacologica

La terapia farmacologica delle epilessie si è arricchita negli ultimi anni per l'introduzione di numerosi farmaci di nuova formulazione progettati per agire specificamente sui meccanismi epilettogeni messi in evidenza dalla ricerca di base. In particolare tre di essi (oxcarbazepina, gabapentin e lamotrigina) inibiscono la corrente Na +, due potenziano la neurotrasmissione GABA-mediata (vigabatrin e tiagabina) uno, il levetiracetam riduce la corrente Ca2+ e due (topiramato e felbamato)hanno azione multipla su correnti Na+ e neurotrasmissione GABA e Glutammato-mediata.

I nuovi farmaci sono utilmente impiegati in tutti i casi di refrattarietà o intolleranza ai farmaci tradizionali. In linea di massima, non vi sono però evidenze che siano più potenti di quelli in uso da decine di anni che sono quindi preferiti come trattamento iniziale perché meglio conosciuti attraverso una lunga esperienza d'uso.

Obiettivo della terapia farmacologica con antiepilettici è quello di sopprimere le crisi o, quando ciò non sia possibile, di limitarne il numero e la gravità, evitando la comparsa di effetti collaterali. Presupposto per il trattamento è la verifica di una tendenza delle crisi a ripetersi nel tempo, che si tratti cioè di una epilessia e non di crisi occasionali.

Una volta posta la diagnosi di epilessia è fondamentale la corretta diagnosi sindromica non solo perché essa determina la scelta del farmaco, ma anche perché la conoscenza della prognosi è importante per la condotta terapeutica. In generale, è opportuno iniziare dopo non più di due tre crisi, una condotta di attesa può essere seguita in forme parziali idiopatiche dell'infanzia (soprattutto nelle forme con crisi rare, in maggioranza notturne) la cui tendenza alla remissione spontanea è certa.

Altri Trattamenti Medici


Cortisonici : hanno indicazione nella sindrome di West e, più raramente, in forme gravi di epilessia infantile precoce che non rispondono ai farmaci antiepilettici tradizionali.

Vitamina B6 : ha indicazione primaria nel trattamento delle rare epilessie piridossino-dipendenti ad insorgenza infantile precoce.

Dieta chetogena: è basata sulla somministrazione di una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati e proteine, che induce un aumento dei chetoni ematici. È risultata efficace in soggetti con gravi epilessie farmacoresistenti, in particolare in età infantile.

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