Lo studio prechirurgico
Lo studio prechirurgico Le indagini diagnostiche che consentono l'attuazione di una terapia neurochirurgica sono di sofisticato livello e necessitano di personale tecnico e medico altamente specializzato. L'iter prechirurgico si attua in varie fasi: una iniziale selezione a livello ambulatoriale in cui si effettuano le prime indagini cliniche (raccolta della storia clinica, e delle caratteristiche delle crisi ), neurofisiologiche (elettroencefalogramma di veglia e sonno ) e neuroradiologiche ( R. M. e TC cerebrali ); successivamente, in regime di ricovero, si procede alla registrazione prolungata in Video-EEG: il paziente è registrato, per diversi giorni, contemporaneamente con una telecamera e con l'elettroencefalogramma per mezzo di elettrodi posti sulla cute del capo, in modo da raccogliere dati nel corso delle crisi epilettiche. Le manifestazioni cliniche registrate sui nastri video sono poi analizzate fotogramma per fotogramma, cor relandole con le modificazioni elettriche visibili all'elettroencefalogramma, cosa che consente le ipotesi circa la localizzazione dell'area epilettogena. Tale tecnica può essere utilizzata anche nei bambini in tenera età, con deficit neuropsichici ed epilessia ad esordio infantile. In un certo numero di pazienti, se i dati sono già univoci nell'identificare una regione cerebrale responsabile, si può sulla base di questa metodica relativamente semplice, definire conprecisione la strategia dell'inter vento senza l'utilizzo delle metodiche più invasive. In altri pazienti la Video-EEG costituisce invece solo la prima fase di studio, utile comunque per stabilire la strategia dell'esplorazione stereotassica (Stereo-EEG ), metodica chirurgica, che permette di inserire alcuni microelettrodi nel tessuto cerebrale.
L'intervento chirurgico ideale
L'intervento chirurgico ideale si propone di rimuovere l'area cerebrale in cui le crisi originano e si organizzano ( chirurgia "curativa" ), mediante una asportazione completa della corteccia cerebrale ritenuta responsabile. Nei casi più complessi, in cui l'area epilettogena è molto estesa o è non completamente localizzabile o infine questa coinvolge regioni cerebrali non asportabili, è possibile proporre atti chirurgici "palliativi" (callosotomia, stimolazione vagale ) finalizzati ad evitare almeno le conseguenze più spiacevoli delle crisi, quali le cadute, o a ridurne la frequenza.
Chirurgia dell'epilessia extra-temporale
L'epilessia extratemporale costituisce un problema più complesso, e con risultati mediamente meno brillanti rispetto all'epilessia temporale. Per quanto riguarda la composizione della nostra casistica, i dati sono pressoché sovrapponibili a quelli dell'epilessia temporale. Anche la metodica di studio, il protocollo pre-chirurgico, è identico a quello impiegato nell'epilessia temporale, con l'importante differenza che è molto più frequente il ricorso ad indagini invasive.
Trattamento dell'epilessia- La terapia farmacologica
- La terapia chirurgica