A giorno d'oggi se ne conoscono più di 40 tipi diversi 

Più che di epilessia, è corretto parlare di epilessie, poiché se ne conoscono più di 40 tipi diversi. Ma c'è tutta un'altra serie di crisi che dipendono dalla parte del cervello dalla quale parte la scarica. (Vedere Sezione Sintomi 

Epilessie idiopatiche o primarie

Sono epilessie per le quali si riconosce quasi sempre un'origine genetica. Sono caratterizzate dall'assenza di malattie metaboliche o strutturali del cervello all'origine del disturbo e da un quadro neurologico del tutto normale nei periodi intercritici, cioè negli intervalli tra le crisi. Il fatto che la struttura del cervello sia normale suggerisce che le epilessie idiopatiche o primarie siano di tipo benigno, cioè che le crisi siano facilmente controllabili con la terapia e in un'elevata percentuale di casi, la terapia potrà essere sospesa dopo qualche anno senza che si ripresentino le crisi. Il Grande male, sebbene caratterizzato da crisi che possono apparire spaventose, appartiene il più delle volte a questa categoria.

Le epilessie idiopatiche sono caratterizzate da crisi che si manifestano come unico sintomo all'interno di un quadro clinico apparentemente normale. Si definiscono generalizzate o parziali a seconda che la scarica epilettica origini da entrambi o da uno solo degli emisferi cerebrali. Specifiche sindromi epilettiche sono poi definite dal tipo, durata e frequenza delle crisi, e dall'età di insorgenza. Tra le epilessie idiopatiche generalizzate le più frequenti sono: l'epilessia con crisi tonico-cloniche ("grande male") l'epilessia con assenza dell'infanzia e dell'adolescenza "piccolo male" l'epilessia mioclonica giovanile.Fra le epilessie idiopatiche parziali ricordiamo l'epilessia parziale con punte centro-temporali o epilessia rolandica, l'epilessia a parossismi occipitali. Le epilessie idiopatiche sono caratterizzate da un meccanismo di ereditarietà complesso (multifattoriale) in cui intervengono probabilmente più geni. Studi epidemiologici hanno rivelato l'importanza del ruolo giocato dai fattori genetici nella predisposizione alla malattia, ma la trasmissione ereditaria non avviene con modalità ad oggi prevedibili.

Epilessie sintomatiche o secondarie

Sono forme epilettiche per le quali si riconosce un'origine malformativa o patologica del cervello. È evidente dal nome stesso (secondarie) che in queste epilessie le crisi sono il segno, la conseguenza, di un problema sottostante, un disordine a livello dei neuroni. Mentre nei bambini, sette volte su dieci, le epilessie sono di tipo idiopatico-primario, quindi benigne, quando l'epilessia insorge in età adulta è molto spesso sintomatica e le cause più frequenti sono i traumi cranici, i tumori cerebrali o esiti di interventi chirurgici al cervello, l'ictus (infarto cerebrale o emorragia cerebrale) e il morbo di Alzheimer, caratterizzato dalla degenerazione del cervello e da disturbi metabolici, cioè malfunzionamento dei reni o del fegato o del pancreas, con aumento delle sostanze tossiche nel sangue.

Epilessie criptogenetiche

Si tratta di forme epilettiche di cui non si conosce l'origine, ma che si suppone derivino da alterazioni strutturali del cervello. Infatti, sono caratterizzate da un grave quadro di alterazioni neurologiche e dalla presenza di più tipi di crisi contemporaneamente. Si manifestano nella primissima infanzia e hanno generalmente una prognosi non buona per quanto riguarda il controllo delle crisi e lo sviluppo del bambino. Vi sono, poi, condizioni patologiche diverse dall'epilessia che possono causare l'insorgenza di crisi tonico-cloniche.

 Links Consigliati :
Associazione Italiana Contro l'Epilessia
FOREP - Epilessia
LICE - Lega Italiana Contro l'Epilessia
Ass. Piemontese Contro l'Epilessia
Bureau Français de l'Epilepsie
Epilepsy-International (USA)
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